Quando una scarpa da running deve accompagnarti per molti chilometri, la morbidezza conta, ma non è l’unico criterio. La ASICS Gel-Nimbus 24 da uomo punta su ammortizzazione, comfort nelle uscite lente e protezione sulle distanze medio-lunghe: qui analizzo caratteristiche, calzata, limiti, prezzo e convenienza nel 2026.
Una scelta ammortizzata per correre a lungo senza inseguire la velocità
- Categoria: scarpa da strada neutra per allenamento quotidiano.
- Peso: circa 290 g nella misura uomo US 9.
- Drop: 10 mm, utile soprattutto a chi appoggia di tallone.
- Punto forte: comfort elevato nelle corse facili e nei lunghi.
- Attenzione: la calzata può risultare corta o stretta sull’avampiede.
- Acquisto nel 2026: conviene solo con un prezzo nettamente inferiore ai modelli più recenti.
Che tipo di scarpa è la Gel-Nimbus 24 da uomo
La Nimbus 24 è una scarpa da running su strada con supporto neutro, pensata per chi cerca una corsa protetta e confortevole. Non corregge attivamente la pronazione e non nasce per gare veloci: il suo terreno ideale sono gli allenamenti quotidiani, i recuperi e le uscite lunghe a ritmo regolare.
Rispetto alla generazione precedente, il modello è stato alleggerito e ha ricevuto una risposta più vivace grazie all’intersuola in schiuma FF BLAST+. Questa tecnologia serve a combinare assorbimento degli impatti e ritorno di energia, anche se la sensazione resta più morbida che scattante.
| Caratteristica | Dato indicativo | Cosa significa nella pratica |
|---|---|---|
| Utilizzo | Corsa su strada | Adatta ad asfalto, piste ciclabili e tapis roulant |
| Supporto | Neutro | Indicata se non hai bisogno di una correzione della pronazione |
| Peso | Circa 290 g | Non leggerissima, ma equilibrata per una scarpa molto ammortizzata |
| Drop | 10 mm | Favorisce una transizione comoda per molti tallonatori |
| Intersuola | FF BLAST+ e GEL posteriore | Appoggio morbido e buona protezione negli allenamenti lunghi |
Il peso dichiarato può cambiare in base alla taglia e alla versione cromatica, quindi non lo considero un dato assoluto. Il numero davvero importante è un altro: la scarpa riesce a mantenere un buon comfort per un’ora o più senza diventare eccessivamente ingombrante.
Come si comporta durante la corsa
La prima impressione è quella di una scarpa morbida, ma non completamente “affondata”. Il tallone assorbe bene l’impatto e la struttura larga dell’intersuola offre una stabilità sufficiente per un modello neutro, soprattutto quando la fatica peggiora la qualità dell’appoggio.
La transizione dal tallone alla punta è fluida, anche se non particolarmente aggressiva. Io la vedo bene per ritmi tranquilli, lunghi progressivi senza forzare e corse di recupero. Quando si cerca un’accelerazione netta, invece, la Nimbus 24 appare meno pronta di una scarpa più leggera e reattiva.
Il comfort è il suo vero punto di forza
La tomaia in mesh tecnico avvolge il piede e il collare imbottito contribuisce a mantenere fermo il tallone. La linguetta è più sottile rispetto ad alcune Nimbus precedenti, una scelta che riduce peso e volume ma può richiedere qualche uscita per abituarsi.
La protezione è utile anche per chi corre solo due o tre volte alla settimana. Non serve avere un chilometraggio elevato per apprezzare una scarpa comoda: spesso fa la differenza soprattutto quando si corre dopo una giornata di lavoro o su superfici dure.
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Dove mostra qualche limite
La mescola morbida non restituisce una spinta esplosiva e il drop da 10 mm può risultare poco naturale per chi è abituato a scarpe molto basse. Inoltre, alcune prove hanno segnalato un consumo non uniforme della gomma del battistrada, in particolare per chi trascina il tallone o corre spesso su asfalto ruvido.
L’aderenza è generalmente adeguata sull’asciutto, ma su foglie bagnate, pavé umido o superfici lisce preferisco procedere con cautela. Non è una scarpa da trail e non dovrebbe essere scelta per sentieri tecnici, fango o terreni sconnessi.
Per chi è consigliata e per chi no
La comprerei soprattutto per un runner con appoggio neutro che mette davanti a tutto la protezione sulle distanze lunghe. È una soluzione sensata per chi percorre dai 5 ai 20 km a uscita, per gli allenamenti lenti e per preparare una mezza maratona senza cercare prestazioni da gara.
- Runner principianti che vogliono una scarpa rassicurante.
- Atleti amatoriali che cercano un modello da allenamento quotidiano.
- Chi corre prevalentemente a ritmo facile o di recupero.
- Chi preferisce una sensazione morbida sotto il piede.
- Chi usa il tapis roulant e vuole una scarpa stabile e confortevole.
La eviterei, invece, se hai bisogno di controllo marcato della pronazione, se cerchi una scarpa molto agile per ripetute e gare oppure se hai un avampiede particolarmente largo. In questi casi il problema non è la qualità generale del modello, ma il fatto che la sua impostazione non coincide con le tue necessità.
Un dolore persistente non si risolve automaticamente con più ammortizzazione. Se il fastidio compare sempre nello stesso punto, è più utile controllare tecnica di corsa, carico di allenamento e misura della scarpa, eventualmente con l’aiuto di un professionista.
Taglia e calzata richiedono un controllo in più
La calzata viene spesso descritta come regolare, ma le esperienze non sono uniformi. Su alcuni piedi la tomaia lascia spazio sufficiente, mentre su altri la punta sembra più corta del previsto, soprattutto dopo diversi chilometri quando il piede tende a gonfiarsi.
Prima dell’acquisto misurerei entrambi i piedi nel pomeriggio, indossando i calzini da corsa. Tra l’alluce e la punta della scarpa dovrebbe restare uno spazio vicino a un centimetro. Non scegliere una misura più grande solo perché la scarpa è morbida: verifica piuttosto che il tallone rimanga fermo e che le dita possano muoversi.
- Misura il piede più lungo appoggiando il tallone contro una parete.
- Confronta la lunghezza in centimetri con la tabella del produttore.
- Prova la scarpa con il calzino abituale e con il piede ben arretrato.
- Cammina e simula una discesa per controllare se le dita toccano la punta.
- Valuta una mezza misura in più solo se il piede è davvero vicino all’estremità.
Per chi ha pianta larga, la disponibilità delle versioni Wide è un elemento da controllare attentamente. Una scarpa lunga ma stretta non risolve il problema: può creare pressione sull’avampiede e alterare la naturale apertura delle dita.
Prezzo, disponibilità e confronto con le alternative
Al lancio, la Nimbus 24 aveva un prezzo consigliato di circa 180 euro. Nel 2026 è un modello datato e la disponibilità dipende soprattutto da rimanenze, outlet e marketplace, con taglie e colori spesso incompleti.
Una coppia nuova tra 80 e 120 euro può ancora avere senso, purché il venditore sia affidabile e la scarpa sia stata conservata bene. Sopra i 140 euro valuterei con molta attenzione i modelli più recenti, perché la differenza di prezzo può ridursi troppo rispetto ai vantaggi tecnologici e alla garanzia di disponibilità delle taglie.
| Modello | Impostazione | Quando preferirlo |
|---|---|---|
| Gel-Nimbus 24 | Morbida, neutra, 10 mm | Se la trovi a prezzo scontato e vuoi comfort sui lunghi |
| Gel-Cumulus 24 | Neutra e più versatile | Se vuoi una sensazione meno massiccia e più dinamica |
| Gel-Kayano 28 | Stabilità più strutturata | Se hai bisogno di maggiore guida dell’appoggio |
| Gel-Nimbus 28 | Ammortizzazione massima, 8 mm | Se preferisci il modello attuale e un’intersuola più moderna |
La Nimbus 28 è oggi proposta da ASICS Italia a 200 euro, con un peso dichiarato di circa 281 g nella versione uomo e drop di 8 mm. Non significa che sia automaticamente migliore per tutti, ma rende meno interessante pagare troppo per una Nimbus 24 nuova e ormai difficile da reperire.
Quando ha ancora senso scegliere una Nimbus 24
La mia valutazione è semplice: la Gel-Nimbus 24 da uomo resta una buona scarpa da allenamento se cerchi una corsa morbida, stabile e rilassata, soprattutto su asfalto e distanze medio-lunghe. Il suo valore dipende oggi più dal prezzo e dalla calzata che dal nome del modello.
Prima di comprarla controllerei tre cose: misura corretta, condizioni della suola e differenza di prezzo con una Nimbus più recente. Se la trovi scontata, nuova e comoda già alla prova, può ancora offrire molti chilometri piacevoli; se costa quasi quanto l’ultima generazione, sceglierei senza esitazione un modello attuale.