Psoas, anatomia, funzioni ed esercizi sicuri a casa

Dylan Fabbri .

28 aprile 2026

Esercizi per allungare il psoas: tre posizioni per sciogliere la tensione muscolare.

Quando un fastidio compare nella zona lombare o davanti all’anca, lo psoas viene spesso indicato come il responsabile di tutto. In realtà è un muscolo profondo, importante per camminare, correre e mantenere il bacino stabile, ma il dolore non basta per attribuirgli una causa precisa. Qui chiarisco che cos’è lo psoas, dove si trova, quali funzioni svolge, come allenarlo a casa e quali miti evitare.

Lo psoas collega colonna, bacino e coscia durante ogni passo

  • Posizione: si trova in profondità, ai lati della colonna lombare, e raggiunge il femore.
  • Struttura: insieme al muscolo iliaco forma l’ileopsoas.
  • Funzione principale: flette l’anca e solleva la coscia verso il busto.
  • Stabilità: contribuisce al controllo della colonna lombare e dell’articolazione dell’anca.
  • Dolore: rigidità lombare o inguinale non dimostra automaticamente un problema dello psoas.

Che cos’è lo psoas e dove si trova

Con il termine psoas si indica soprattutto il grande psoas, un muscolo lungo e profondo situato nella parte posteriore dell’addome. Ne abbiamo uno a destra e uno a sinistra della colonna vertebrale, nascosti sotto diversi strati muscolari e vicino agli organi interni.

Il grande psoas origina dalle vertebre toraciche inferiori e dalle prime vertebre lombari, in genere da T12 a L4. Da lì scende attraverso il bacino, passa davanti all’articolazione dell’anca e si unisce al muscolo iliaco per inserirsi sul piccolo trocantere del femore, nella parte alta della coscia.

Per questo in anatomia si parla spesso di muscolo ileopsoas. Il complesso comprende il grande psoas e l’iliaco; il piccolo psoas è una struttura incostante e non è presente in tutte le persone. La distinzione è utile perché un fastidio percepito nella zona dell’anca può coinvolgere più tessuti, non soltanto il grande psoas.

Porzione Dove si trova Ruolo principale
Grande psoas Ai lati della colonna lombare Flessione dell’anca e controllo lombare
Muscolo iliaco Nella fossa iliaca del bacino Sollevamento e rotazione della coscia
Piccolo psoas Davanti al grande psoas Debole contributo alla tensione lombopelvica

A cosa serve nella vita quotidiana e nello sport

La sua azione più conosciuta è la flessione dell’anca, cioè il movimento che porta la coscia verso il tronco. Lo usiamo quando saliamo le scale, corriamo, calciamo, ci alziamo da una sedia o solleviamo un ginocchio per fare un passo.

Quando il femore è fermo, come accade durante alcuni esercizi a terra, lo psoas può contribuire a flettere il tronco e a controllare il rapporto tra bacino e colonna. La contrazione dei due lati aiuta a mantenere il busto stabile, mentre quella di un solo lato partecipa anche ai piccoli movimenti laterali della colonna.

Io lo considero soprattutto un muscolo di coordinazione, non un semplice “flessore da potenziare”. Deve lavorare insieme a glutei, addominali, diaframma e muscoli lombari. Se un gruppo è poco attivo o il movimento è eseguito male, gli altri possono compensare e creare una sensazione di tensione.

Nel gesto sportivo conta anche la velocità. Un corridore, un calciatore e chi pratica arti marziali chiedono all’ileopsoas numerose flessioni dell’anca, spesso con grande ampiezza. In questi casi servono mobilità, forza e controllo, non soltanto qualche secondo di stretching.

Rigidità e dolore non significano sempre psoas accorciato

Dopo molte ore seduti è comune avvertire rigidità davanti all’anca o nella zona lombare. La posizione mantenuta può ridurre temporaneamente la tolleranza al movimento, ma dire che lo psoas sia “accorciato” in modo permanente è una semplificazione. Il sintomo può dipendere anche da articolazioni, tendini, addominali, retto femorale o colonna.

Un problema dell’ileopsoas può dare dolore profondo all’inguine, fastidio nella parte anteriore dell’anca o dolore quando si solleva la coscia contro resistenza. Alcune persone riferiscono anche uno schiocco davanti all’anca. Nessuno di questi segnali, però, permette da solo di formulare una diagnosi.

Quando serve una valutazione

Se il dolore è intenso, compare dopo un trauma, limita la camminata o non migliora dopo una settimana di gestione prudente, è sensato rivolgersi a un medico o a un fisioterapista. La valutazione diventa ancora più importante in presenza di formicolii, debolezza, febbre, dolore notturno persistente o disturbi intestinali e urinari.

Il massaggio o lo stretching possono dare sollievo, ma non risolvono necessariamente la causa. A mio parere l’errore più frequente è cercare di “sciogliere” con forza una zona dolorosa senza capire se il problema sia muscolare, articolare o legato al carico di allenamento.

Come lavorare sullo psoas a casa senza forzarlo

Per una persona sana, il lavoro più utile è combinare mobilità dell’anca e controllo del bacino. Gli esercizi devono essere lenti, senza rimbalzi e senza dolore pungente. Una leggera tensione muscolare è accettabile, mentre il dolore che aumenta durante o dopo l’esercizio è un segnale per ridurre il carico.

Affondo con retroversione del bacino

Da una posizione in ginocchio, porta un piede avanti e spingi delicatamente il bacino verso il basso senza inarcare la schiena. Contrai leggermente il gluteo della gamba posteriore e mantieni la posizione per 20-30 secondi, ripetendo 2 volte per lato.

Il dettaglio decisivo non è scendere molto, ma mantenere le costole allineate sul bacino. Se la schiena si inarca, potresti sentire una falsa sensazione di allungamento e caricare inutilmente la zona lombare.

Marcia da supini

Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati. Solleva lentamente un piede di pochi centimetri, riportalo a terra e alterna le gambe, mantenendo il bacino fermo. Inizia con 2 serie da 6-10 ripetizioni per lato.

Questo esercizio non serve a isolare perfettamente lo psoas, cosa praticamente impossibile in casa, ma ad allenare la flessione dell’anca senza perdere il controllo del tronco. È spesso più utile di ripetere molte alzate di gambe eseguite con la schiena inarcata.

Leggi anche: Addominali forti - anatomia, biotipi ed esercizi a casa

Ponte per riequilibrare il lavoro

Il ponte da terra coinvolge soprattutto glutei e catena posteriore. Inserirlo accanto agli esercizi per i flessori dell’anca aiuta a distribuire meglio il lavoro e a evitare che ogni movimento venga svolto dalla parte anteriore dell’anca.

Per la maggior parte delle persone sono sufficienti 2-3 sessioni settimanali. Non considero necessario fare esercizi specifici per lo psoas ogni giorno, soprattutto se si praticano già corsa, ciclismo, calcio o allenamenti con molte flessioni dell’anca.

Anatomia e biotipo cambiano il modo in cui lo percepiamo

Il biotipo non determina un “psoas forte” o “psoas debole” in senso automatico. La lunghezza del femore, l’ampiezza del bacino, la curva lombare, la mobilità dell’anca, l’età e il tipo di attività influenzano il modo in cui una persona si muove, ma non permettono di dedurre la condizione del muscolo guardando semplicemente la forma del corpo.

Due persone con fisici diversi possono avere la stessa capacità di flettere l’anca. Al contrario, due persone con una corporatura simile possono mostrare differenze notevoli nella forza, nella coordinazione e nella tolleranza alla posizione seduta. Per questo preferisco osservare il movimento reale invece di affidarmi a categorie rigide come ectomorfo, mesomorfo o endomorfo.

Anche la postura merita prudenza. Una lordosi lombare accentuata non dimostra da sola che lo psoas sia contratto, così come una postura più “rilassata” non garantisce che il muscolo funzioni bene. Il corpo distribuisce il carico tra molte strutture e il risultato dipende dalla situazione, non da un singolo muscolo.

La regola pratica per capire quando intervenire

Lo psoas è un collegamento profondo tra colonna, bacino e coscia. Serve a muovere l’anca e a stabilizzare il tronco, ma non è il muscolo magico da cui dipendono postura, ansia o ogni dolore lombare.

Se non hai dolore, punta su movimento regolare, forza generale e pause dalla seduta prolungata. Se invece compare un sintomo persistente, evita diagnosi fai-da-te e programmi aggressivi di stretching. Un esercizio ben dosato e una valutazione corretta sono più affidabili della ricerca continua di un unico responsabile.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il grande psoas si trova in profondità ai lati della colonna lombare, origina in genere da T12 a L4 e raggiunge il piccolo trocantere del femore. Insieme al muscolo iliaco forma l’ileopsoas, mentre il piccolo psoas è una struttura incostante.
No. Rigidità e dolore possono dipendere anche da articolazioni, tendini, addominali, retto femorale o colonna. Una valutazione medica o fisioterapica è indicata se il dolore è intenso, segue un trauma, limita la camminata o non migliora dopo una settimana di gestione prudente.
Si possono combinare mobilità e controllo del bacino con l’affondo in ginocchio, mantenuto 20-30 secondi per 2 volte per lato, e la marcia da supini, iniziando con 2 serie da 6-10 ripetizioni per lato. Il ponte aiuta inoltre a coinvolgere glutei e catena posteriore. Per la maggior parte delle persone bastano 2-3 sessioni settimanali, senza dolore pungente o rimbalzi.
No. Lunghezza del femore, ampiezza del bacino, curva lombare, mobilità dell’anca, età e attività influenzano il movimento, ma non dimostrano da soli che lo psoas sia forte, debole o contratto. È più utile osservare il movimento reale invece di affidarsi alla forma del corpo o a categorie come ectomorfo, mesomorfo ed endomorfo.
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Autor Dylan Fabbri
Dylan Fabbri
Mi chiamo Dylan Fabbri e da 3 anni mi dedico con passione a esplorare e condividere tutto ciò che riguarda sport, fitness e alimentazione pratici da fare a casa. La mia curiosità è nata dal desiderio di rendere accessibile il benessere a chiunque, indipendentemente dal tempo o dalle risorse a disposizione. Mi piace analizzare le informazioni più recenti, confrontare diverse fonti e semplificare concetti complessi per offrirvi contenuti chiari, affidabili e sempre aggiornati. Il mio obiettivo è aiutarvi a raggiungere i vostri traguardi di salute e forma fisica con strategie efficaci e comprensibili.
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