Una racchetta può sembrare perfetta sulla carta e risultare difficile da controllare in campo solo per una scelta sbagliata delle corde. La tensione delle corde da tennis influenza potenza, controllo, comfort, rotazioni e affaticamento del braccio: in questa guida chiarisco quanti chilogrammi scegliere, come cambia il risultato tra monofilamento e multifilamento e quando conviene reincordare.
La scelta giusta parte da corda, livello e obiettivo di gioco
- Tensione bassa significa più potenza e comfort, ma anche una risposta più vivace.
- Tensione alta offre più controllo, però rende il piatto corde più rigido.
- Un multifilamento si monta in genere tra 23 e 27 kg, mentre un poliestere parte spesso da 20-23 kg.
- Il monofilamento non è la scelta ideale per chi è alle prime armi o ha già fastidi al gomito.
- La tensione indicata sul telaio resta il limite di riferimento da non ignorare.

Cosa cambia davvero modificando la tensione
La tensione indica la forza con cui ogni corda viene tirata durante l’incordatura. Una racchetta montata a 24 kg non ha 24 kg complessivi di trazione, ma ogni corda viene portata indicativamente a quel valore prima di essere fissata al telaio.
Abbassando la tensione, le corde si deformano maggiormente all’impatto e restituiscono più energia alla palla. Il risultato è una racchetta più facile e confortevole, utile soprattutto a chi non sviluppa ancora molta velocità con il braccio. Se si scende troppo, però, il piatto corde può diventare eccessivamente elastico e rendere meno prevedibile la traiettoria.
Una tensione più alta limita la deformazione delle corde e facilita il controllo sui colpi potenti. La contropartita è una sensazione più secca, con minore aiuto gratuito e una maggiore trasmissione delle vibrazioni. Per questo non considero corretto aumentare i chilogrammi solo perché la palla tende a uscire: spesso il problema è tecnico, oppure dipende dal tipo di corda.
Potenza, controllo e spin non dipendono da un solo numero
La tensione bassa può favorire il movimento delle corde e quindi lo spin, ma la rotazione dipende soprattutto da tecnica, velocità della testa della racchetta, superficie della corda e capacità di snapback, cioè il ritorno rapido delle corde nella posizione iniziale.
In pratica, passare da 24 a 22 kg può cambiare sensibilmente la risposta. Passare da una corda liscia a un monofilamento sagomato, invece, può produrre un effetto ancora più evidente. La tensione va quindi valutata insieme a materiale, calibro, schema corde e telaio.
Quanti chilogrammi scegliere in base al tipo di corda
Non esiste una tensione universale, ma alcuni intervalli sono ottimi per iniziare. Prima di tutto controllo sempre il range stampato sul telaio o indicato dal produttore. Le cifre qui sotto sono una base pratica per una racchetta adulta standard, non una regola rigida.
| Tipo di corda | Intervallo indicativo | Punto di partenza consigliato | Caratteristica principale |
|---|---|---|---|
| Multifilamento | 23-27 kg | 24-25 kg | Comfort e potenza |
| Budello naturale | 24-27 kg | 25-26 kg | Elasticità e sensibilità |
| Ibrido | 21-25,5 kg | 22,5-24 kg | Equilibrio tra comfort e controllo |
| Monofilamento in poliestere | 20-24,5 kg | 21-23 kg | Controllo e spin |
Il multifilamento e il budello sono più elastici, quindi tollerano generalmente tensioni superiori. Il poliestere è più rigido e si monta spesso a 1-2 kg in meno rispetto a un multifilamento equivalente. Montarlo troppo teso è uno degli errori che più facilmente trasformano una racchetta precisa in una racchetta scomoda.
Se non hai uno storico personale, partirei da 24 kg con un multifilamento oppure da 22 kg con un monofilamento morbido. Dopo due o tre ore di gioco è più semplice capire se serve correggere di un chilogrammo verso l’alto o verso il basso.
Come adattare la tensione al proprio livello
Principiante e giocatore amatoriale
Chi sta imparando ha spesso una velocità di swing ancora irregolare. In questo caso una corda elastica tra 24 e 25 kg offre una buona combinazione di spinta, comfort e margine d’errore. Preferisco un multifilamento o un synthetic gut, soprattutto se il giocatore non rompe spesso le corde.
Il poliestere non rende automaticamente più bravo né garantisce più spin. Se la tecnica non è abbastanza fluida, può togliere potenza e aumentare la fatica al braccio. Per un principiante lo sceglierei solo in versioni molto morbide e con l’aiuto di un incordatore esperto.
Livello intermedio
Per un giocatore intermedio, il punto di equilibrio si trova spesso tra 23 e 24 kg. Chi cerca profondità senza forzare può usare un multifilamento a 23-24 kg; chi colpisce forte e vuole contenere la traiettoria può provare un ibrido.
In questa fase consiglio di cambiare una sola variabile alla volta. Se si cambia insieme corda, tensione e calibro, diventa quasi impossibile capire cosa abbia migliorato o peggiorato il rendimento.
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Giocatore avanzato e agonista
Chi genera molta velocità con il braccio può sfruttare un monofilamento tra 21 e 23 kg, regolando il valore in base a rigidità, calibro e schema corde. Salire verso 24-25 kg può dare più controllo, ma solo se il braccio tollera bene la combinazione.
Io non inseguirei la tensione più alta possibile. Una racchetta leggermente più permissiva permette spesso di giocare più a lungo e con meno tensione muscolare, mentre pochi grammi di controllo in più non compensano un setup che affatica spalla o gomito.
Monofilamento, multifilamento o ibrido
Il materiale determina il comportamento di base del piatto corde. La tensione serve a rifinirlo, non a trasformare completamente una corda in un’altra.
| Soluzione | Quando ha senso | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|---|
| Multifilamento | Principianti, amatori, braccio sensibile | Comfort, facilità, buona potenza | Minore durata e controllo nei colpi molto potenti |
| Monofilamento | Giocatori intensivi e con swing veloce | Controllo, spin, traiettoria più stabile | Più rigidità e perdita di prestazioni nel tempo |
| Ibrido | Chi cerca un compromesso | Controllo del mono e comfort del multi | Risposta meno uniforme e scelta più delicata |
Nel setup ibrido, il monofilamento viene spesso usato sulle verticali per ottenere controllo e presa sulla palla, mentre il multifilamento sulle orizzontali aggiunge comfort. Una partenza ragionevole è tenere il mono a 0,5-1 kg in meno rispetto al multifilamento, ma la direzione può cambiare in base al modello e alle preferenze.
Per chi ha avuto epicondilite o dolore al braccio, una corda morbida a tensione medio-bassa è generalmente più prudente di un poliestere teso. Se il dolore compare, non cercherei la soluzione aumentando o diminuendo semplicemente i chilogrammi: meglio sospendere il gioco e farsi valutare da un professionista sanitario.
Il telaio modifica la tensione ideale
Due racchette incordate a 23 kg possono sentirsi molto diverse. Un piatto da 100 pollici con schema 16x19 tende a offrire più spinta e movimento delle corde; uno schema 18x20 è più fitto e può risultare più controlloso, ma anche meno vivace.
Su un telaio rigido preferisco evitare tensioni elevate, mentre una racchetta molto flessibile può beneficiare di qualche chilogrammo in più se il giocatore cerca una risposta meno morbida. Anche il calibro conta: una corda sottile offre più sensibilità e spin, ma tende a rompersi prima.
La tensione verticale e quella orizzontale non devono per forza essere identiche. Alcuni incordatori differenziano i valori per compensare lo schema corde o il tipo di telaio, ma per iniziare manterrei un’impostazione semplice e seguirei le indicazioni della casa produttrice.
Gli errori che fanno perdere subito il feeling
- Copiare la tensione di un professionista senza considerare tecnica, racchetta e corda. Il setup di un atleta non è automaticamente adatto a un amatore.
- Usare il poliestere fino alla rottura. Può perdere elasticità e diventare “morto” anche se resta integro.
- Aumentare molto la tensione per cercare controllo. Spesso si perde profondità e il braccio lavora di più.
- Cambiare contemporaneamente corda e tensione, rendendo impossibile valutare il risultato.
- Ignorare il range del telaio o affidarsi a un’incordatura eseguita senza attenzione ai nodi, alla calibrazione e alla lavorazione.
Le corde iniziano a perdere tensione già dopo l’incordatura e la velocità dipende da materiale, temperatura, frequenza di gioco e intensità dei colpi. Con il monofilamento non aspetterei sempre la rottura: se la palla esce più facilmente, il controllo cala e la corda non “torna” più nella posizione iniziale, è probabilmente arrivato il momento di cambiarla.
Per trovare il proprio valore ideale, annoterei per ogni prova corda, calibro, tensione, ore di gioco e sensazioni. Una variazione di 1 kg è abbastanza piccola da essere leggibile, ma abbastanza grande da far emergere una differenza reale.
Il punto di partenza più sensato per la tua racchetta
Se giochi per divertimento e non hai problemi al braccio, inizierei da un multifilamento a 24-25 kg. Se hai un gioco più intenso e veloce, un monofilamento morbido a 21-22 kg può offrire controllo senza irrigidire inutilmente il telaio.
Dopo la prima prova, non inseguire una sensazione perfetta al primo colpo. Gioca almeno due sessioni, osserva profondità, comfort e precisione, poi modifica un solo chilogrammo alla volta. È questo metodo graduale, più che un numero preso da una tabella, a portare alla tensione davvero adatta al tuo tennis.